SEMINARIO LA RICERCA DEL SENSO

Il morire suscita molti interrogativi concernenti il senso ultimo delle relazioni con sé, con gli altri, con l’universo. La rottura dell’unità soggettiva provoca, nel paziente, uno squilibrio che gli fa toccare con più realismo la misura dei suoi limiti, il senso della finitudine e la comprensione del senso della sua vita. Il bisogno di confrontarsi su questi interrogativi è un bisogno primario e diviene per alcuni pazienti tanto importante che negarlo o non saperlo cogliere può essere fonte di ulteriore sofferenza.

La filosofia delle cure palliative, inserita all’interno della medicina a partire dagli anni ‘60 del 900 (ricordiamo i lavori di C. Saunders, V. Henderson e Elisabeth Kübler-Ross), ha introdotto nella pratica quotidiana dell’assistenza anche l’accompagnamento spirituale alla persona inguaribile e al morente, una volta delegato esclusivamente agli operatori pastorali. La valutazione dei bisogni spirituali è inserita nei programmi terapeutici ed è competenza dei professionisti della salute  accanto a quella tecnica e psicologica. I valori che hanno dato senso all’esistenza del malati possono dare senso anche alla sua morte.

Nella definizione di cure palliative dell’OMS, si parla di “prevenzione e sollievo della sofferenza ottenuti per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicofisica e spirituale.”

Molte sono le domande che l’operatore sanitario si pone: cosa accade di spirituale al letto del malato? quale è Il significato della spiritualità nella cura? come raccogliere una storia spirituale? come e perché fare diagnosi di un bisogno spirituale? come organizzare la cura e l’assistenza spirituale? è indispensabile introdurre professionisti “specialisti” del campo?

Il seminario propone una riflessione su queste e molte altre domande.

 

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