Belgio: censimento delle attività dei volontari nelle strutture di cure palliative.

La rivista “Palliative Medicine” pubblica nel numero di luglio 2018 un censimento delle attività dei volontari nelle strutture di cure palliative effettuato nella regione delle Fiandre, in Belgio.

Lo studio è interessante non tanto perché svolto in Belgio, quanto perché è uno dei pochi esempi pubblicati di valutazione su scala regionale dello spettro di attività dei volontari nelle reti di cure palliative.

Molti studi hanno mostrato come i volontari possano positivamente influenzare la qualità delle cure sia alle persone in fase terminale che ai familiari che li assistono riducendo lo stress, offrendo supporto pratico e   emozionale ,  costituendo un collegamento con la comunità intera.

In generale l’articolo rileva che vi è una diffusa tendenza nel mondo a ridurre l’assistenza fornita dal personale sanitario, data la limitatezza delle risorse destinate ai sistemi sanitari e i crescenti bisogni di una popolazione sempre più anziana.  Si prevede in futuro un sempre maggiore ruolo dei volontari nelle cure palliative  e si osserva che alcuni paesi già spingono per un trasferimento di attività da servizi puramente sanitari a servizi di comunità appunto attraverso il volontariato.

La fattibilità di tutto ciò richiede una approfondita conoscenza delle reali attività che i volontari svolgono in un dato territorio, e da questo punto di vista gli studi non sono ancora numerosi.

Per rispondere a questa esigenza di più puntuale conoscenza,  gli autori dell’articolo hanno cercato di produrre una descrizione il più possibile estensiva e completa dello stato corrente delle attività dei volontari nell’intera regione delle Fiandre, conducendo , dal giugno all’ottobre 2016, un survey postale tramite questionari inviati a tutte le organizzazioni sanitarie che, a vario titolo, operano nei confronti di pazienti affetti da malattie incurabili, non necessariamente in fase terminale (cure palliative territoriali, RSA, hospice, reparti ospedalieri ecc).

Le domande di ricerca sono state:

  • Con quale frequenza le strutture sanitarie che forniscono cure palliative coinvolgono volontari nell’assistenza?
  • Quali tipi di attività fanno in concreto i volontari?
  • Quali sono gli ostacoli organizzativi che le strutture sanitarie incontrano per mantenere e aumentare il numero dei volontari?
  • Quali strategie di coinvolgimento dei volontari vengono attuate?
  • Quale training viene loro offerto?

La rilevazione ha interessato 342 strutture sanitarie ed è stata condotta simultaneamente tramite invio del questionario per posta con pre-affrancatura di risposta, con un secondo invio dopo 3 settimane alle strutture non rispondenti e un contatto telefonico diretto dopo 5 settimane alle strutture che ancora non avevano dato riscontro. Le risposte alla fine ottenute sono state 258.

Principali risultati.

Limitandosi a riportare solo i dati relativi alle strutture (44) di ricovero esclusivamente dedicate alle cure palliative, emerge che il 98% di esse hanno volontari coinvolti nell’assistenza diretta dei pazienti, nel 90% dei casi “registrati” presso la  stessa organizzazione che li impiega, con un “tasso di utilizzo” nelle PCU (Palliative Care Units, assimilabili all’hospice)  di 256 volontari su 100 pazienti (2,6 volontari per paziente).

Si elencano brevemente le percentuali relative alle strutture che coinvolgono i  volontari in diverse attività specifiche.

Attività ADL ( attività del vivere quotidiano).

Aiutare i pazienti ad assumere cibo 82%
Aiutare i pazienti ad alzarsi e a muoversi 89%
Aiutare i pazienti ad andare in bagno 49%
Pulire i pazienti 26%
Vestire i pazienti 28%
Lavare i pazienti 21%

Attività iADL (attività legate all’autonomia della persona).

Trasporto del paziente 57%
Acquisti per il paziente 46%
Aiuto ad assumere medicine 21%
Aiuto ad usare il telefono 77%

Attività psicosociali, di segnalazione, esistenziali.

Assistenza psicosociale al paziente e ai caregiver 98%
Segnalazione problemi  del paziente al personale sanitario 93%
Segnalazione problemi dei caregiver al personale sanitario 93%
Compiti di assistenza spirituale/esistenziale 93%

Gli ostacoli principali riferiti dalle varie strutture nel mantenere e aumentare il numero dei volontari sono quelli di trovare persone realmente adatte  al servizio ( 84%)e il problema del coinvolgimento di nuovi volontari (80%).

Le principali strategie di “reclutamento” dei nuovi volontari sono i media digitali (70%), i volontari già attivi (68%), il materiale scritto di tipo interno ( 67%).

Di tutte le strutture intervistate, il 98% indica che un’attività di formazione è offerta  ai volontari, che è obbligatoria per il 75% delle strutture esclusivamente dedicate alle cure palliative.

Per saperne di più:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6050945/

In questa sezione viene proposta una selezione degli articoli o dei documenti più rilevanti che vengono pubblicati, mese per mese, sulle riviste mediche internazionali più importanti o sui siti delle istituzioni più prestigiose nel settore delle cure palliative.  Il servizio viene attivato dal giugno 2018 con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di informazioni scientifiche validate e affidabili e di rendere fruibili i dati della ricerca clinica a tutti i visitatori del nostro sito.Di ogni articolo o documento viene fornito un breve riassunto in italiano, con l’indicazione della fonte bibliografica per chi volesse poi approfondire la lettura.

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