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Medical Humanities

MEDICAL HUMANITIES: le espressioni dell'umano: libri, film e musica da condividere

Questa rubrica raccoglie segnalazioni di testi, musica e filmati che suscitano emozioni e riflessioni sul tema della cura. Pina e Loretta vi faranno conoscere la loro biblioteca, ma anche voi potete contribuire: se una lettura vi ha procurato gioia, se in un momento di tristezza vi ha dato conforto, se in un momento di paura o incertezza qualche pillola di saggezza vi ha aiutati, se la visione di un film vi ha aperto orizzonti che prima non sospettavate nemmeno .... comunicatecelo e condivideremo la ricchezza che avete trovato.

SEZIONE TITOLO AUTORE/REGISTA EDITORE PAROLE CHIAVE
   

Saggi
 
La domanda che vola
Francesco Campione
Sono vivo ed è solo l'inizio
Laura Campanella Mursia 2013 Riflessioni sulla vita e sulla morte
 Il Colloquio con le persone in lutto Luigi Colusso Ed. Erickson, 2012 Lutto, psicologia, auto muto aiuto
  Alla sera della vita Anthony Bloom Ed. Qiqajon, 2002 Prendersi cura di chi soffre
 

Letteratura e poesia
Lo spazio Bianco Valeria Parrella Ed. Einaudi,2010
 Quel che sanno i morti  Raffello baldini  Ed. EDB  Poesia
Caduto fuori dal tempo David Grossman (Trad. Shomroni) Ed. Mondadori, 2012 Amore, lutto
L'imperatore del male Siddahtha Mukherjee Una biografia del cancro
Sangue Carlo nervi d'acciaio Arto Paasilinna Ed. Arborea Amore alla bvita, Vivere la vita
La sera del di di festa Giacomo Leopardi
 
Film
Miele Valeria Golino 2013 Aiuto al suicidio, amore per la vita
La storia del Pi Ang Lee La forza dentro di sè
 

Teatro
Dove va la vita Saverio Soldani Senso della vita dopo la malattia
Oscar e la dama in rosa La forza dentro di sè
 

Musica
La Cura Franco Battiato ...avrò cura di te ...



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAGGI

LA DOMANDA CHE VOLA

libriLa domanda che vola.
Autore Campione Francesco

Editore EDB

Questo prezioso libretto (137 pagine) è senza dubbio un valido aiuto per gli adulti che si trovino accanto a bambini che devono elaborare il lutto per una perdita. Nella nostra cultura, che tende a rimuovere il tema della propria morte (perché della morte "in terza persona", quella degli altri, non si fa che leggere, produrre filmati anche impietosi e osceni, prenderne atto nei telegiornali all'ora di pranzo ...), può essere imbarazzante affrontare le loro domande e le loro angosce : "Mamma, poi muoio vero?" "Quando uno muore è per sempre?" "cosa succede quando uno è morto?" "se il papà è morto voglio morire anch'io." e così via . Come è meglio reagire perché possa fare un lutto sano? Distrarre il bambino invitandolo a non pensarci? fargli capire che la morte ha in sé qualcosa di positivo? Educarlo alla morte come narrazione dell'eternità? Quali possono essere le conseguenze positive o negative di ciascuna scelta?
L'autore, psicologo di grande esperienza che da decenni di occupa, anche lavorando in ambito di cure palliative, dei problemi del distacco, accompagna i genitori a parlare coi propri figli , a divenire consapevoli che, per poter tentare con loro una qualche risposta, dovranno porre, anzitutto a se stessi, molte domande. Nella prima parte del volume l'autore affronta, a partire dal famoso aforisma di Montaigne "Chi educherà gli uomini a morire li educherà a vivere", le problematiche dell'educazione alla morte indicando e illustrando le varie alternative. Nella seconda analizza, con esempi clinici, la concezione scientifica e la concezione religiosa (nel cristianesimo, ma anche in ebraismo, islam, induismo e buddhismo). Nella terza parte illustra la propria proposta di educazione alla morte, basandosi su ciò che la critica alle altre concezioni avrà evidenziato e sull'idea che la morte è destinata a sfuggire alle concettualizzazioni umane restando un "mistero".

 

SONO VIVO, ED E' SOLO L'INIZIO

LIBRO CAMPANELLATitolo: sono vivo, ed è solo l'inizio. Riflessioni filosofiche sulla vita e sulla morte.
Autore: Laura Campanello
Ed. Mursia, 2013

Il titolo "Sono vivo ed è solo l'inizio" , un aforisma del poeta Alberto Casiraghy, dice già molto di questo "difficile" libro di una giovane filosofa che lavora nei reparti di cure palliative e all'Istituto dei Tumori a Milano. Contiene una serie di riflessioni sulla vita e sulla morte. Si addentra in modo affascinante, concreto e libero nel campo della spiritualità. Sono pagine ricche di citazioni e di poesia che trattano anche della felicità. E' un bellissimo libro che ripaga alla grande l'impegno che richiede a leggerlo.
E' vero, la morte è il grande tabù dell'uomo ma, come insegnano gli antichi, è anche l'unica certezza della vita. La società contemporanea prova imbarazzo a stringersi vicino a chi soffre ed ha perso i linguaggi per esprimere il dolore e dargli un senso. In questo libro, l'autrice propone un percorso di riflessione filosofico sul senso del vivere e del morire che vale sia come proposta educativa e formativa, sia come possibilità di presa in carico di sé e di chi soffre. Lo scopo è esercitarsi a pensare il limite e partire da questo per trasformare la propria vita, perché la felicità possa diventare uno stile di vita, e non solo il risultato fortuito della mancanza momentanea di dolore. 

IL COLLOQUIO CON LE PERSONE IN LUTTO

il colloquioIl libro di Luigi Colusso, (Ed. Erickson, 2012, p. 207) offre un'ampia descrizione del vissuto psicologico delle persone in lutto e presenta, attraverso il modello teorico del mutuo aiuto, una modalità per affrontare e gestire i problemi legati alla perdita di una persona cara. L'autore, oltre a presentare il funzionamento, la modalità di formazione e di conduzione dei gruppi di mutuo aiuto, descrive in modo magistrale come le persone dolenti possono trovare accoglienza per il proprio dolore, ritrovare la propria identità e prevenire evoluzioni patologiche del lutto. Particolare attenzione viene dedicata a descrizioni teoriche, a emozionanti narrazioni delle esperienze dell'autore e a traduzioni pratiche dei vari interventi possibili con l'utenza; viene fatto riferimento anche a lutti particolari quali quelli che avvengono nelle famiglie monoparentali, nelle coppie omosessuali e nelle famiglie con un membro con disabilità.

Dedicato in particolare agli operatori della salute, e del sociale, ai volontari e al personale di ospedali, consultori, distretti, case di riposo e di accoglienza, il libro può fornire importanti elementi per fronteggiare il lutto e le perdite anche a educatori, insegnanti e genitori.

 

 

ALLA SERA DELLA VITA

Autore: BLOOM ANTHONY
Editore: QIQAJON
Data di pubblicazione: Gennaio 2001
Collana: PNEUMATIKOI. SPIRITUALI

Quando la vita, nostra o d una persona cara, si avvicina al tramonto, riemergono con forza le questioni essenziali - "Per quale ragione vivo? Per quale causa sono libro 0pronto a morire?" - e si cerca un criterio per valutare la vita nel suo rapporto con la morte.
Anthony Bloom (Losanna 1914 - Londra 2003) prima di diventare presbitero e, successivamente, esarca per l'Europa occidentale del Patriarcato Ortodosso di Mosca, è stato medico chirurgo, dapprima a Parigi e poi al fronte, durante la seconda guerra mondiale.
Nei suoi scritti si occupa di spiritualità, ma anche del rapporto medico-paziente con indicazioni preziose per i professionisti, ma anche per i volontari e per chiunque si trovi ad assistere un amico o un familiare.
Riporto alcune frasi: «al capezzale d'un malato non ci si può comportare come nella vita di tutti i giorni»: in quel luogo (...) non vigono le logiche efficientistiche della vita quotidiana, non si deve avere fretta o attenzione distratta, né la pretesa che le sue o le nostre domande ricevano sempre e comunque una risposta.(...) . La cosa più importante, quella che aiuta di più ma richiede un duro apprendistato, è la capacità di restare seduti in totale immobilità, semplicemente esserci. (...) Se vi accostate al capezzale di qualcuno, deve essergli perfettamente chiaro che tutto il tempo a vostra disposizione – fossero anche cinque minuti – appartiene interamente a lui, (...) Inoltre, sappiate restare zitti. Cessi la chiacchiera e lasci il posto a un silenzio profondo, vigile, pieno di umana sollecitudine.(...) come mi è accaduto più volte nel corso degli ultimi trenta o quarant'anni, [che] a un certo momento le persone diventano capaci di parlare, con serietà e ampiezza di vedute, di dire le poche parole che meritano di essere pronunciate. E scoprirete qualcosa di ancor più sorprendente, e cioè che anche voi siete capaci di parlare a quel modo."

 

 

 

  

LETTERATURA E POESIA

 

LO SPAZIO BIANCO

Lo spazio bianco
Autore: Valeria Parrella
editore Einaudi 2010

libro 2Maria ha 42 anni, vive a Napoli, insegna in una scuola serale. La sua vita è stata ed è un po' ribelle. Non ha famiglia. Resta inaspettatamente incinta, frutto di un amore distratto che scompare alla notizia. Al sesto mese di gravidanza, si preannuncia un parto prematuro "- Fate voi. - La bambina nascerà sicuramente viva, ma potrebbe morire subito, o sopravvivere con gravi handicap, oppure stare bene, lei lo sa? - Io lo so. - Lei lo sa, signora? - Io avrei dovuto partorire tra tre mesi. - La bambina sarà portata subito in terapia intensiva neonatale." dove, dice Maria "mia figlia Irene stava morendo, o stava nascendo, non ho capito bene". Dietro l'oblò dell'incubatrice Maria osserva le ore passare su quel piccolo corpo come una sequenza di possibilità. Si ritrova in un mondo strano di medicine, donne accoltellate, attese insensate sui divanetti della sala d'aspetto, la speranza di portare sua figlia fuori da lì. Nei giorni si susseguono: solidarietà con le altre mamme in attesa che qualcosa accada, neonati prematuro che muoiono e altri che vengono dimessi, la mensa con gli studenti di medicina, i medici, l'ansia , l'angoscia, l'attesa, e la scuola. Ritorna in tempo per assistere i suoi studenti serali all'esame per il diploma. E' proprio lì che, Gaetano, uno dei suoi studenti lavoratori, la fa meditare. " – Ho un problema. Mi sono bloccato - che cosa vuoi dire? - Vorrei andare avanti. - Mettici un futuro. - No, voglio metterci il presente. - E scrivi al presente. - Però vengo già da un presente che è finito mo. ... Io devo scrivere altre due pagine, al presente, che è un presente nuovo. - Ho capito. ... Mettici uno spazio bianco e ricomincia a scrivere quello che vuoi. - Ma si può fare?" - Sì, lascia un rigo in bianco e ricomincia sotto. - Non è che poi pensano che mi sono dimenticato qualcosa? - - No-o". Ecco quello che avrebbe fatto anche lei, con Irene, con la vita passata, con le paure, le insicurezze: uno spazio bianco per ricominciare non a sperare ma a vivere, nel presente. Un presente nuovo.

 

QUEL CHE SANNO I MORTI, E NON DICONO NIENTE, SANNO TUTTO

Nel sentir leggere questa poesia dallo stesso autore Raffaello Baldini, mi sono commossa pensando al lutto per le persone a me care che se ne sono andate e che sento tuttavia così vicine. Ve la offro alla lettura e cito la fonte. L'originale è in dialetto romagnolo ma tradotto in italiano dallo stesso Baldini.

Loretta


Quel che sanno i morti, e non dicono niente, sanno tutto,AD NOTAanche quando sei in casa, da solo, la notte,
porte, finestre chiuse, loro sono lì,
che sei andato a letto, è tardi, hai spento la luce,
sei sveglio, al buio, ti vengono di quei pensieri,
che non si possono dire, loro sono sempre lì, ti leggono dentro,
ma sono buoni, fanno finta di non esserci.

Ad nòta, importante raccolta di poesie in dialetto romagnolo con versioni italiane dello stesso autore, di Raffaello Baldini, editore Sugaman , 2012 versione e-book, con la cura e la postfazione di Giuseppe Bellosi, La prima edizione, cartacea, del 1995, per Mondadori,è da anni esaurita. Informazioni al sito internet http://www.sugaman.com/2012/raffaello-baldini-ad-nota/

 

CADUTO FUORI DAL TEMPO
grossmanDavid Grossman, scrittore israeliano molto noto ( A un cerbiatto somiglia il mio amore. La lingua speciale di Uri) ha perso il suo secondogenito, Uri, ucciso in missione da un missile anticarro sul fronte libanese nel 2006. Rivive in questo romanzo-poesia autobiografico, tutto lo strazio per quella morte.
E' una lettura scomoda. ma chi ha vissuto un'esperienza (una perdita), se non simile, per lo meno affine a quella dello scrittore può comprenderlo pienamente:

- Ecco, cado
- adesso cado ...

E non cado.

- Ecco ora
- il mio cuore
- si ferma ...

E non si ferma

è un libro di una sensibilità talmente pura che leggere diventa quasi una sofferenza fisica.
Vennero degli uomini, di notte, portavano una notizia.
Dei morti in guerra si dice "caduti", ma caduti dove?
Caduto fuori dal tempo
Un uomo e una donna, i genitori, sono costretti a condividere un silenzio iniziato cinque anni prima, in concomitanza alla morte del figlio. Non parlano da allora.
La storia descritta nel romanzo inizia la notte in cui l'uomo, senza una motivazione apparente, si alza di scatto e si rivolge alla moglie:

— Devo andare.
— Dove?
— Da lui.
— Dove?
— Da lui, laggiù.
— Dove è successo?
— No, no. Laggiù.
— Cos'è laggiù?
— Non lo so.
— Mi fai paura
- Per vederlo ancora un istante
- Ma cosa vedrai? Cosa è rimasto da vedere?
- Forse laggiù potrò vedere. Persino parlare con lui..

Si accomiata dalla sua compagna che non lo vuole seguire (non esiste nessun laggiù, tra qui e là è il confine del mondo) , per dirigersi verso un posto che non esiste; un limine, una soglia fra la terra di quelli che restano, i viventi, e la terra dei morti, dove egli spera di incontrare il figlio perduto.
Mano a mano che il cammino si compie altre voci si aggiungono, come tasselli di un'umanità dolente. Tutti sono in cammino, accomunati dall'esperienza della perdita, verso un laggiù dove forse riusciranno a ricomporre, almeno in parte, la frattura lacerante. Dove forse riusciranno a vedere, a capire e darsi pace. Procedono tutti alla ricerca del confine del mondo, dilaniati a fasi alterne dalla voglia di vivere e dalla speranza di morire.
L'azzardo di questo libro (romanzo? poesia d'amore? riflessione sulla vita? racconto-tentativo di elaborazione di un lutto indicibile? ..) è duplice, perché la morte è il grande rimosso del discorso culturale contemporaneo, e farne il centro del proprio narrare equivale a riaffermare il principio profondamente umano della resistenza: resistenza all'oblio, resistenza alla menzogna. La menzogna, naturalmente, è quella che chiunque voglia continuare a vivere dopo aver subito una perdita terribile è costretto a raccontarsi per poter andare avanti ... già: andare avanti.

È solo che il cuore
mi si spezza,
tesoro mio,
al pensiero
che io...
che abbia potuto...
trovare
per tutto questo
parole.

 

 

L'IMPERATORE DEL MALE. Una biografia del cancro

(titolo originale: The Emperor of All Maladies)

Autore: Siddhartha Mukherjee
Prina edizione settembre 2011
Editore italiano: Neri Pozza
Traduzione: Roberto Serrai

Sul sito della casa editrice ma non solo, su diverse pagine in internet troverete la recensione di questo splendido libro. Vi lascio cercarla. Per me è stato il miglior libro letto negli ultimi tempi. Non lasciatevi spaventare dalle 700 e oltre pagine perché è talmente avvincente che non ve ne accorgerete nemmeno. Parla della lotta contro il cancro fatta di incessanti battaglie, piccole vittorie e grandi sconfitte, medici ed eroi, geni della ricerca e gente comune, illusioni e speranze, certezze e millanterie. Offre una straordinaria e veritiera immagine della scienza e della tecnologia moderna in modo chiaro e partecipato. Dopo la lettura si guardano con occhio diverso il cancro, la ricerca, la sperimentazione, l'umanità, i rapporti tra medico e paziente, la forza del volontariato e degli ideali, la forza della vita.
Mukheerjee, medico oncologo e professore di medicina, è un uomo di grande cultura, anche classica (ricordate la regina Atossa moglie/sorella di Dario imperatore persiano? La riscoprirete in altra ottica), di grande umanità, di grande scienza ed anche di grande amore alla vita. Alla fine della lettura si capisce anche meglio cosa vuol dire "Medical Humanities" e rispondere, almeno dentro di noi, a coloro che obiettano: "cosa c'entrano la poesia, la musica, la letteratura, la storia con la medicina?".

 

 

SANGUE CALDO NERVI D'ACCIAIO

(Titolo originale: Kylmät hermot, kuuma veri)
Autore: Arto Paasilinna
Prima edizione: ottobre 2012 pp. 242
Traduzione di: Francesco Felici

Un libro "leggero" di un autore molto noto per libri belli e divertenti (consigliati per passare qualche ora rilassante come L'anno della lepre, Piccoli suicidi tra amici, Il figlio del dio del tuono, ed altri) . Una storia decisamente "nordica" : Linnea Lindeman, pescatrice infaticabile, cacciatrice di foche, levatrice, sciamana e divinatrice, ha una visione: nel 1918, in una Finlandia che ha da poco conquistato l'indipendenza, scoppierà la guerra civile. E quello stesso anno nascerà Antti Kokkoluoto, un uomo destinato a formidabili imprese, un eroe dal sangue caldo e dai nervi d'acciaio come vuole la tradizione dei grandi finlandesi, la cui esistenza attraverserà tutto il Novecento, per spegnersi solo il 12 luglio 1990. Forte della profezia di lunga vita, Antti si lancerà spavaldo nelle avventure più folli, con paasilinniana leggerezza che si fa beffe di ogni retorica e fanatismo. Fino al pantagruelico e affollatissimo pasto per celebrare la dipartita il fatidico 12 luglio .....

Avevo terminato il libro quando da Rai Radio scienza apprendo della scoperta di un esame semplice che può dire a ciascuno di noi quanto ci resta da vivere (quello che Linnea Lindeman sapeva predire!), ma soprattutto ho ascoltato una nutrita serie di risposte alla domanda "Lei vorrebbe sapere in anticipo la data della sua morte?" ed ho pensato con divertimento a Antti Kokkoluoto ... che lo sapeva. Buona lettura e buon divertimento.

 

 

 

 

LA SERA DEL DI' DI FESTA

Conosciamo tutti Giacomo Leopardi (1798-1837), forse solo come poeta che ci è stato imposto a scuola. Nel resto d'Europa è conosciuto anche (forse soprattutto) come filosofo, Corrado Auguas ha fatto uno spettacolo molto bello su di lui, la difficile traduzione in inglese delle sue poesie è in corso .... Per questo (e perchè é un poeta che amo) ripropongo una sua lirica:


Dolce e chiara è la notte e senza vento,
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna. O donna mia,
già tace ogni sentiero, e pei balconi
rara traluce la notturna lampa:
tu dormi, che t'accolse agevol sonno
nelle tue chete stanze; e non ti morde
cura nessuna; e già non sai né pensi
quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
appare in vista, a salutar m'affaccio,
e l'antica natura onnipossente,
che mi fece all'affanno. A te la speme
nego, mi disse, anche la speme, e d'altro
non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dí fu solenne: or da' trastulli
prendi riposo: e forse ti rimembra
in sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
piacquero a te: non io, non già ch'io speri,
al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
quanto a viver mi resti, e qui per terra
mi getto, e grido, e fremo. O giorni orrendi
in così verde etate! Ahi, per la via
odo non lunge il solitario canto
dell'artigian, che riede a tarda notte,
dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
e fieramente mi si stringe il core,
a pensar come tutto al mondo passa,
e quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
il dí festivo, ed al festivo il giorno
volgar succede, e se ne porta il tempo
ogni umano accidente. Or dov'è il suono
di que' popoli antichi? or dov'è il grido
de' nostri avi famosi, e il grande impero
di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
che n'andò per la terra e l'oceàno?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
bramosamente il dì festivo, or poscia
ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
premea le piume; ed alla tarda notte
un canto che s'udia per li sentieri
lontanando morire a poco a poco,
già similmente mi stringeva il core.

 

 

FILM

 

 

MIELE

MieleLiberamente tratto dal racconto Musica per aeroporti di Mauro Covacich (Titolo del testo: A nome tuo) "Miele" è un film che immediatamente colpisce e dopo una breve "anestesia emotiva" dà la stura ad una serie ricca, profonda, attuale di riflessioni. Credo valga la pena vederlo in cineforum e commentarlo a caldo.
Al contempo duro e delicato affronta senza schierarsi il tema più controverso del fine vita: il suicidio assistito. Lo sguardo dello spettatore è condotto dentro l'essenzialità della tematica senza cedimenti alla retorica ideologica: è uno sguardo all'apparente realtà fisica ed emotiva dei protagonisti delle varie storie. Ma è anche uno sguardo che fa entrare nei panni della protagonista rivelando il suo vissuto razionale ed emotivo, sollevando un'inquietudine che permane ben oltre la durata del film. La pellicola riguarda atti e vicende molto lontane ed estranee all'attività quotidiana dei curanti, anche dei palliativisti ma che interroga profondamente ogni individuo professionalmente o personalmente a contatto con il fine vita. È un film che non riguarda le cure palliative ma che riguarda gli esseri umani, mortali.

 

 

 


VITA DI PI
film 1Il film diretto da Ang Lee parla di
Piscine Molitor Patel (tale è il vero nome di Pi) è un ragazzo indiano . E' nato all'interno di uno zoo di proprietà di suo padre che ospita numerosi animali, tra i quali il "pezzo forte" è una tigre del Bengala di nome Richard Parker. Un giorno il padre di Pi decide di trasferirsi con tutta la famiglia in Canada, dove potrà vendere gli animali dello zoo e cercare un nuovo lavoro. Durante il viaggio, però, un'imponente tempesta fa affondare la nave mercantile giapponese su cui si erano imbarcati con tutti gli animali; Pi è l'unica persona sopravvissuta e riesce a salire su una lancia di salvataggio. Ma sulla scialuppa non è solo: infatti, insieme a lui, trovano la salvezza una iena, un orango e una zebra e la tigre Richard Parker. Infine, Pi e la tigre, gli unici sopravissuti, dopo 227 giorni di navigazione, arrivano in Messico, dove le strade di Pi e Richard Parker si dividono: Pi viene soccorso da dei pescatori del posto, mentre Richard Parker scompare per sempre nella giungla.


Il film ha vinto molti premi, ha straordinari effetti speciali, una recitazione molto buona del protagonista, il regista ha vinto l'Oscar per questo film ... ma la cosa che mi ha maggiormente attratta è l'idea che vi ho visto (io almeno) che con la forza interiore, la forza della mente e l'ausilio della fantasia e della poesia si riesce a superare qualsiasi prova per tragica e orribile che sia.

 

 

TEATRO

 

 

DOVE VA LA VITA
Dove va la vitaAutrice: Michèle Guigon Regia: Saverio Soldani Interprete: Mariella Speranza

Questa pièce autobiografica nasce dall'esperienza vissuta di una donna che ha subito una mastectomia: è Michèle Guigon, nota attrice francese che scrive (e interpreta in Francia) questo monologo in cui si racconta di una donna qualunque, in un giorno qualunque, viene a sapere dai medici di avere un tumore al seno. Buio. Da quel momento tutto cambia. Il pensiero della morte inizia a convivere con lei in ogni istante ma anche il valore della vita inizia a essere vivo e presente come non mai, in ogni momento della giornata, in ogni ricordo e in ogni piccola cosa. Quanto valore ha un giorno qualunque quando sappiamo che potrebbe essere l'ultimo? Che significato ha un ricordo sfuggente che credevamo perduto

 

 

 

 

 

 

 

OSCAR E LA DAMA IN ROSA

Oscar è un bambino di dieci anni, ha la leucemia, vive in ospedale. A fargli compagnia una volontaria, vestita di rosa, un'anziana signora che per lui è "nonna Rosa". Cure, speranze, trapianto... non c'è niente da fare. Oscar morirà, presto. Su suggerimento di nonna Rosa, il bambino inventa un gioco: in ciascuno dei giorni che gli rimangono vivrà dieci anni della propria vita, raccontando tutto nelle lettere che invierà a Dio, un dio che finirà per sentire amico.

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Il tema non è facile ma la narrazione è poetica, talora sorridente: fa pensare ed emozionare ma certo non angoscia. Grazie al pensiero che c'è dietro (ogni ostacolo, una malattia, un lutto, un trauma possono diventare opportunità inaspettate) e grazie alla intensa, struggente, e anche divertente interpretazione dell'attrice.

Lo spettacolo teatrale "Oscar e la dama in rosa", testo di Eric-Emmanuel Schmitt, regia di Emanuele Pianta, realizzato dall'associazione Arrt (Attori riuniti Rovereto Trento) con protagonista la bravissima attrice Janna Konyaeva, è un piccolo gioiello nell'offerta teatrale trentina.

 

 

 

 

MUSICA

 

LA CURA

Franco Battiato

ascolta la canzone


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

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