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SPUNTI SUL TEMPO

Ieri, mentre tornavo a casa in bici dopo la festicciola del Giovedi' (ben riuscita), mi e' venuto di fare un calcolo sul tempo: assumendo di dedicare all'Hospice due ore ogni settimana, in un mese si fanno 8 ore, quindi ci vogliono 3 mesi per fare 24 ore; significa che in un anno, assumendo di essere costanti e di non saltare mai, si fanno al massimo 4 giornate piene.

Da un punto di vista strettamente *quantitativo*, il nostro servizio quindi e' davvero una piccola goccia rispetto al mare del tempo che i parenti stretti o il personale sanitario dedicano.

Pero' da un punto di vista *qualitativo* anche la nostra goccia puo' essere di un certo impatto.
Per esempio ieri il sorriso di qualche ospite e di qualche familiare hanno ancora una volta evidenziato l'effetto di sollievo che un dolce preparato con cura, una canzone cantata con passione possono dare. I ricordi positivi di ieri sono stati tanti: dalla ragazza X che comunicava solo col labiale i cui occhi si illuminavano quando le si proponeva una canzone che le piaceva, alla signora Y che voleva a tutti costi darci dei soldi come ringraziamento, al signor Z appassionato dei Nomadi e di Dalla, alla signora W che incuriosita dalla festicciola e delicatamente spronata da una volontaria si e' prima affacciata timidamente al salotto e poi e' entrata cantando con entusiasmo...

Di qui l'importanza di essere lucidi e preparati a "stare" quando entriamo in Hospice: quel poco tempo che dedichiamo potrebbe avere qualche impatto, spesso non evidente (e va bene cosi'), ma puo' averlo.

Ciao, un volontario

1 LUGLIO 2016

 

La luce del Natale

E' la luce il messaggio che le volontarie e i volontari della Fondazione Hospice hanno voluto portare per questo Natale ai pazienti dell'hospice di Villa Igea e ai loro familiari. I volontari hanno addobbato l'hospice, preparato i biglietti di auguri e organizzato un pranzo per stare assieme e in compagnia.

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Un giovedì dell’hospice itinerante

Quello del 22 maggio 2014 , non si è trascorso come di consueto nel soggiorno, perche' gli ospiti sono rimasti nella loro camera.
Mara taglia il suo mega dolce dal cuore tenero in tante fette tutte ben predisposte sul carrellino. Silvana e Lorenzo lo spingono che sembra voli offrendolo di stanza in stanza ad ogni ospite che lo gradisce.
Una paziente dichiara il suo amore per le canzoni di Franco Battiato, così Roldano e la sua "band di volontari" ne interpretano un paio attorno al suo letto.
Si leggono poi alcune poesie della poetessa Candiani, riportate qui sotto.
Si conclude coì un "giovedi' itinerante" di doni, un andare di soglia in soglia, entrare nel mondo degli altri aperti, senza reti di protezione...
riprendendo la Candiani...

....Calati in me, che io lo impari,
in incisione precisa:
per avere luce bisogna farsi crepa,
spaccarsi,
sminuzzarsi,
offrirsi

 

Pina

22 maggio 2014

Una sfida culinaria per festeggiare assieme la Pasqua

Quest'anno all'Hospice per il pranzo pasquale è stata lanciata una gustosissima sfida culinaria tutta mediterranea, tra la pastiera napoletana dell'infermiera Agata e quella della volontaria Mara.
"Agata stupisci"!( ricordate Nino Ferrer anni 70)e Mara abile pasticcera,
non hanno deluso i palati dei partecipanti già deliziati dal primo piatto di Ciccio col suo super-pasticcio.

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Roldano con la sua immancabile chitarra, per restare in tema ha evocato Napoli intonando O' sole mio ed Agata, da buona partenopea non ha esitato ad unirsi, cosi' come Lorenzo, padrone del bel canto, ha dato spessore alla bellissima e nota canzone.

Trasferta a Milano per la "Festa dell'Umanità"

Una settimana fa a quest'ora si era nel pieno della Festa dell'Umanita'! Cosi' mi piace definire il Convegno AMA sul Lutto svoltosi lo scorso 21 e 22 marzo a Milano.
Una piacevole sorpresa quella di constatare quante persone vivono e si misurano nell'opera dell' auto-mutuo-aiuto. Spesso persone che a loro volta hanno avuto bisogno di una mano e che ora la offrono al prossimo, in quanto consapevoli di quanto puo' far bene, perchè lo hanno a loro volta ricevuto.

convegno ama
E' uno scambio o per dirla cantando..."metti in circolo il tuo amore" come dice la canzone di Ligabue... ma non solo amore, anche esperienza, competenza, ascolto e pazienza, dovutamente direi eticamente tutto distillato da una auto riflessione permanente sul perche' si fa volontariato.

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