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BANDI PER PREMI ANNO 2025 SULLE CURE PALLIATIVE

BANDI PER TESI ED ELABORATI SULLE CURE PALLIATIVE

CON SCADENZA 31/01/2026

Fondazione Hospice Trentino dal 2021, con il sostegno e donazioni di privati, indice dei premi annuali per elaborati inerenti le cure palliative. L’obiettivo è stimolare la ricerca, promuovere la cultura, la riflessione e gli studi sulle problematiche relative alle cure palliative per le persone malate che ne hanno diritto ai sensi della legge 38/2010.

I lavori riguardanti i bandi, tesi di laurea per medicina e infermieristica, elaborati su pratica assistenziale per gli OSS ed elaborati di diploma per Medici di Medicina Generale, dovranno trattare di terapie del dolore e presa in carico attiva e totale dei problemi fisici, psicologici, relazionali, sociali e spirituali della persona malata e il sostegno al suo nucleo familiare.

I bandi attivi con scadenza 31 gennaio 2026 sono:

  • “Premio Ada Magda Vergine” Quinta edizione per tesi mediche. Può partecipare al bando chi ha conseguito il Diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia in qualsiasi Ateneo Italiano nell’anno 2025. Il premio è realizzato grazie al contributo della famiglia Vergine per onorare la memoria della dott.ssa Ada Magda Vergine, già apprezzata medico di famiglia a Trento. Bando e Domanda
  • Premio Tiziano Pedrotti” Quarta edizione per tesi di laurea infermieristica. Può partecipare chi ha conseguito il Diploma di Laurea infermieristica triennale nell’anno 2025 presso  le Università, o i Poli universitari, del Triveneto (Province Autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto). Il premio è realizzato grazie al contributo di Maria Pia Panarelli, per onorare la memoria di Tiziano Pedrotti, già operatore sanitario in RSA.  Bando e Domanda
  • Premio Francesca Paris Kirchner” Terza edizione per un elaborato inerente le cure palliative nella pratica assistenziale degli Operatori Socio Sanitari (OSS) in servizio nell’anno 2025 presso gli hospice e le RSA della Provincia di Trento. Il premio, in ricordo della prima Presidente di Fondazione, Francesca Paris Kirchner, è sostenuto da una volontaria fortemente convinta della grande importanza degli OSS nella presa in carico totale dei pazienti e all’interno dell’equipe di cure palliative. Bando e Domanda
  • NOVITÀ 2025 “Premio Casa Hospice Cima Verde” Prima edizione per elaborati di diploma di Medici di Medicina Generale che terminano il loro percorso di studi nel 2025 presso le scuole di formazione specifica in Medicina Generale di Trentino Alto Adige – Südtirol, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Bando e Domanda
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DOCUMENTO SULLA MORTE MEDICALMENTE ASSISTITA

IL COMITATO DI FONDAZIONE HOSPICE PUBBLICA UN DOCUMENTO SULLA MMA

Il Comitato Scientifico di Fondazione Hospice Trentino Onlus si esprime sulla proposta di legge del Parlamento in merito alla Morte Medicalmente Assistita (MMA).

La proposta depositata in Parlamento dalla maggioranza di governo sul tema della morte medicalmente assistita (MMA) ci interpella da vicino e non possiamo che unire il nostro radicale dissenso a quello già espresso da associazioni, da società medico scientifiche, da reti di studio, osservazione e proposta che da anni, a vario titolo, si occupano di questi delicati temi.

In questi anni il confronto pubblico sui contenuti culturali, etici e sociali dei problemi del fine vita ha portato ad una più attenta e rispettosa sensibilità che ben si riassume nella seguente affermazione contenuta nella prefazione del documento edito dal Cortile dei Gentili (gruppo di dialogo tra credenti e non credenti) nel settembre 2024: “… tutto ci aiuta a capire che è questione di circostanze, non di principi. Sono le circostanze che, al di là dei principi che ci dividono e in nome della pietas che ci unisce, possono portarci a scelte comuni e a sentirle legittime nella nostra coscienza.”

La sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019 ha mosso il quadro normativo indicando la possibilità di inserirsi con prudenza tra i due fondamentali diritti in questione: quello della difesa della vita e quello dell’autodeterminazione della persona.

Ora la proposta di legge in discussione in Parlamento segna un grave arretramento e torna ad un approccio ideologico e ad una contrapposizione di principio. Infatti non parte dalla vicinanza con la sofferenza delle persone e dalla necessità di dare risposte di com-passione e di condivisione alle specifiche situazioni che si verificano nella vita delle persone affette da malattie non guaribili. Non solo sembra concepita per opporsi alla sentenza della Corte, depotenziandone la portata e chiudendone il più possibile le aperture, ma allontana irrimediabilmente il luogo e i tempi delle decisioni dal contesto di vita e di relazioni delle persone, crea le premesse perché si allarghino le disuguaglianze tra i cittadini e, escludendo l’intervento del Servizio Sanitario Nazionale nell’eventuale fase esecutiva, non manca di fornire un assist all’iniziativa privata profit, che non mancherà di approfittarne.

Il nostro ruolo di componenti del Comitato scientifico di Fondazione Hospice Trentino Onlus ci spinge inoltre a soffermarci su un tema che viene costantemente tirato in ballo nel dibattito di questi mesi, quello inerente le Cure palliative. Esse rappresentano un percorso di cura globale, centrato sulla persona, sulla sua storia clinica ed esistenziale, orientato al sollievo della sofferenza in tutte le sue dimensioni, volto al mantenimento della dignità umana anche nelle fasi più critiche del vivere. Non possono essere ridotte al ristretto momento del fine vita e tanto meno usate come condizione obbligata e quasi burocraticamente evocata per poter accedere a percorsi di morte medicalmente assistita. Le Cure palliative, certamente da migliorare ed estendere, certamente utili ad alleviare la sofferenza ed a rendere in molti casi possibile un percorso di fine vita meno angoscioso e drammatico, non possono e non devono essere usate come argomento per non affrontare o per negare le istanze di chi chiede una morte medicalmente assistita. Questa scelta attiene ai temi della dignità umana, anche quella soggettivamente percepita, e della libertà di autodeterminazione e anche l’offerta più completa ed efficace di cure palliative (difficile per sua natura da realizzare e da valutare oggettivamente) non può essere usata per negarla.

Agostini Maurizio, Bolner Andrea, Branz Fabio, Brolis Renata, Chesani Fabio, Froner Laura, Geat Edoardo, Marzano Amelia, Paolazzi Michela, Rocchetti Loreta, Rosati Ernesto

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IL BILANCIO SOCIALE 2024 IN PILLOLE

IL BILANCIO SOCIALE 2024 IN PILLOLE

In occasione dell’assemblea dei soci in data 15 aprile 2025 è stato presentato e approvato il Bilancio Sociale di Fondazione Hospice Trentino Onlus relativo all’anno 2024.

La redazione del Bilancio Sociale è obbligatoria per legge sulla base del Codice degli Enti del Terzo Settore, ma per noi non è solo una formalità, è un’occasione preziosa per far conoscere all’esterno il valore di ogni singolo gesto che mettiamo in atto.

Il documento finale è frutto del lavoro di tante mani, che hanno collaborato alla stesura dei vari aspetti che caratterizzano la Fondazione e dei numeri che sono indicativi di una realtà viva e attiva come la nostra.

I due dati che più esprimono l’essenza del nostro lavoro sono principalmente due: le ore di volontariato annuali e il numero di collaborazioni con enti del territorio.

Oltre 10.000 le ore donate da volontari e volontarie dedicate all’assistenza dei pazienti sia in hospice che sul territorio, alla cura degli spazi di Casa Hospice Cima Verde, all’accoglienza di familiari e amici dei pazienti ospitati. Il loro valore economico supera i 120.000 euro!

Numerose le collaborazioni con altri enti del territorio. Fare rete arricchisce le nostre competenze, ci permette di cogliere il meglio dagli altri, allarga i nostri orizzonti mentali e operativi. La collaborazione più importante rimane quella con Associazione Amici Fondazione Hospice, la quale è punto di riferimento, anche organizzativo per i volontari che operano negli hospice e nella rete di cure palliative del territorio.

A tirare le fila di tutte queste attività vi è il Consiglio di Amministrazione che si è ritrovato 19 volte nel corso dell’anno, e il Comitato Scientifico, che si è riunito 11 volte mettendo in campo molte iniziative (premi tesi, convegni, ricerche, formazione, sensibilizzazione).

CASA HOSPICE CIMA VERDE

Dal 2017 Fondazione Hospice Trentino Onlus affianca ai suoi obiettivi di diffusione della cultura delle cure palliative anche la gestione di Casa Hospice Cima Verde a Trento, con 12 posti letto, in convenzione con l’Azienda Sanitaria Provinciale.

Di seguito vengono presentati alcuni numeri utili a capire l’impatto che Casa Hospice Cima Verde ha all’interno della rete delle cure palliative.

I ricoveri nel 2024 sono stati 223, con un tasso di occupazione dei letti del 91,1%. L’età media risulta pari a 74,48 anni. Il 20% dei pazienti è stato dimesso per il rientro nel proprio domicilio o per il trasferimento in altra struttura socio-sanitaria. La durata media del ricovero è di 17,95 giorni.

Gli incontri di supporto psicologico dedicati in struttura sono stati 280. Oltre a questi, i famigliari che hanno subito un lutto in c.p. sono stati supportati con 4 percorsi di elaborazione del lutto attraverso il progetto “La vita che cambia”.

Gli interventi da parte della fisioterapista della struttura sono stati più di 1000 nel corso del 2024. E’ data attenzione anche i caregiver i quali vengono formati dalla fisioterapista per fornire un’adeguata assistenza ai loro cari (44 interventi).

Negli anni sono state introdotte in hospice varie attività diversionali, che riscontrano l’apprezzamento dei pazienti e dei loro famigliari, in termini di benessere individuale, di relazione, emozionale ed espressivo. Le progettualità attivate sono la musicoterapia e la pet therapy che sono proposte gratuitamente con regolarità agli ospiti individuati dall’equipe.

Gli incontri dedicati alla musicoterapia sono stati 92 nel corso del 2024. L’attività assistita dagli animali ha previsto 137 incontri.

 

Concludiamo questa breve sintesi del nostro Bilancio Sociale del 2024 con il motto che fin dall’inizio accompagna Fondazione nel suo percorso: DIAMO DIGNITÀ ALLA VITA CHE C’È

SCARICA IL BILANCIO SOCIALE COMPLETO 

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Convegno “Sanità territoriale: quali prospettive?” 7 giugno 2024

Segnaliamo questo importante Convegno che si terrà Venerdì 7 giugno 2024 Convegno “Sanità territoriale: quali prospettive? Norme, valori e processi di assistenza e cura per la sostenibilità del servizio sanitario” presso la Sala conferenze- Palazzo di Giurisprudenza Via Verdi, 53 Trento.
Il convegno è organizzato dall’Università di Trento (Dipartimento Cibio, in collaborazione con il CISMed e la Facoltà di Giurisprudenza, nell’ambito delle attività del BioLaw Laboratory e dell’Osservatorio di Trento di Diritto Gentile) con il supporto della Fondazione Hospice Trentino Onlus.
Nel link trovate il dettaglio del programma: SANITÀ TERRITORIALE: QUALI PROSPETTIVE?
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Cerimonia di consegna premi

La cerimonia si terrà il giorno 13 giugno 2024 alle ore 10.30 presso la Sala Nones – Palazzo Benvenuti – Via Belenzani, 12 – Trento

Tesi ed elaborato premiati :

Premio “Ada Magda Vergine” terza edizione, per medici. Titolo tesi vincitrici “Le cure palliative e i bisogni del paziente emodializzato cronico” dottoressa Fagherazzi Ilaria

Premio “Tiziano Pedrotti” seconda edizione, per infermieri. Titolo tesi vincitrici  “Barriere e fattori facilitanti una comunicazione efficace con le persone anziane in cure palliative. Analisi di una revisione sistematica” dottoressa Scartezzini Paola

Premio “Francesca Paris Kirchner”, per OSS. Titolo elaborato vincitore “Il sorriso che si prende cura” operatori OSS Casa Hospice Cima Verde.

PROGRAMMA

 Saluti istituzionali

Consegna Premio Ada Magda Vergine 3^ ed.

Presentazione tesi vincitrice

Consegna Premio Tiziano Pedrotti 2^ ed.

Presentazione tesi vincitrice

Menzione speciale

Consegna Premio Francesca Paris Kirchner 1^ ed.

Presentazione elaborato vincitore

Menzioni speciale

Al termine è previsto un aperitivo di saluto.

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PREMIAZIONI TESI VINCITRICI PREMIO ADA MAGDA VERGINE E PREMIO FONDAZIONE HOSPICE TRENTINO ONLUS

Il 20 aprile 2023 è stato per Fondazione Hospice Trentino un giorno di festa. In quella data infatti sono stati conferiti i premi ai vincitori della seconda edizione del Premio Ada Magda Vergine per la miglior tesi di Medicina e Chirurgia e della prima edizione del Premio fondazione Hospice Trentino Onlus per la miglior tesi di Scienze infermieristiche su temi inerenti le cure palliative. È stata inoltre annunciata l’istituzione di un terzo premio, intitolato alla prima presidente di Fondazione Francesca Paris Kirchner, per il miglior elaborato presentato da Operatori sociosanitari. In questo modo si completa il senso di un’iniziativa che vuol essere ad un tempo di riconoscimento e di stimolo per le tre figure sanitarie che quotidianamente operano nelle strutture dedicate a questo importante settore di attività: i medici, gli infermieri e gli OSS.
La partecipazione ai bandi di quest’anno ha registrato un aumento del numero di tesi presentate e l’alto livello qualitativo dei lavori ha consentito di conferire, accanto al premio ai vincitori, anche una speciale menzione per altre due tesi.
Entrando nel merito, tra i medici ha vinto la dott.ssa Elisa Sambruna con una tesi su ”Cure palliative precoci e simultanee in oncoematologia” discussa presso l’Università degli Studi di Milano con i proff.i Francesco Onida e Camilla Lucherini ed è stata dichiarata una menzione speciale per la tesi del dott. Marco Del Monte su “La dispnea tra oggettività e soggettività. Studio osservazionale in un reparto di Medicina Interna” discussa presso l’Università degli Studi di Trieste con i proff.i Raffaella Antonione e Oscar Corli.
Tra gli infermieri ha vinto la dott.ssa Erica Tacci dell’Università degli Studi di Verona, sede di Bolzano con una tesi su “Impatto della dispnea sulla persona in fase avanzata di malattia e sul suo caregiver familiare a domicilio: analisi critica di un articolo scientifico” discussa con le dott.sse Ossanna Lia e Vanzo Anna, mentre una menzione speciale è stata data alla dott.ssa Giorgia Ciaghi dell’Università di Verona sede di Trento per la tesi su “Le percezioni dell’ossigenoterapia a scopo palliativo per il trattamento della dispnea terminale” discussa con le dott.sse Marika Bolza e Lorenza Fedrizzi.
Tutte le tesi presentate, quattro per i medici e quattro per le infermiere saranno ospitate in forma di abstract sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, organo ufficiale della SICP.

Dispositivi di premiazione

PREMIO ADA MAGDA VERGINE 2^ EDIZIONE

DOTTORESSA ELISA SAMBRUNA – vincitrice

Ottima tesi, molto ben strutturata, che analizza gli aspetti centrali dell’ampio campo delle Cure Palliative. in particolare delle cure palliative simultanee nell’ambito onco-ematologico, ancora tutt’altro che consolidate nella realtà italiana. Il lavoro considera l’organizzazione complessiva dei percorsi dei pazienti tra i diversi servizi (domicilio, oncoematologia, hospice),  la promozione di cure palliative precoci e simultanee, anche attraverso il sostegno del volontariato per la sensibilizzazione sociale verso questo aspetto della cura. Questo contributo può servire ad aumentare la conoscenza dell’appropriatezza di un invio precoce e aumentare la consapevolezza della necessità di integrazione, anche in compresenza, tra specialisti ematologi e palliativisti.

DOTTOR MARCO DEL MONTE – menzione speciale

Il lavoro è centrato sul sintomo dispnea, tra i più presenti e importanti nel campo delle cure palliative. ne viene sottolineata la sua multidimensionalità, ponendo attenzione anche alle complesse componenti sociali, psicologiche emotive e affettive. Ottima l’impostazione metodologica e statistica della ricerca fatta. Il lavoro può dare buoni spunti per una valutazione globale nella pratica clinica in cure palliative e la valutazione del vissuto dei malati, anche con ampliamento delle possibilità di trattamento.

PREMIO FONDAZIONE HOSPICE TRENTINO ONLUS 

DOTTORESSA ERICA TACCI  – vincitrice

Ottimo lavoro di approfondimento della sofferenza generata da un sintomo frequente in cure palliative e dell’impatto psicologico su familiari e operatori. Sono considerate tutte le dimensioni della cura in modalità palliativa, compresa l’attenzione all’impatto ed al ruolo dell’équipe. Le implicazioni per la pratica sono presenti nella prospettiva multidimensionale e multidisciplinare. Un lavoro ben fatto che, partendo dall’analisi di un articolo di letteratura  e da interviste agli operatori del setting domiciliare, offre spunti di riflessione sull’importanza della valutazione di un sintomo e sulle strategie complessive di approccio.

DOTTORESSA GIORGIA CIACHI – menzione speciale

L’analisi della review mette in evidenza come il tema sia ancora controverso a causa degli aspetti non solo clinici, ma anche psicologici e assistenziali che l’uso dell’ossigeno comporta. Le implicazioni per la pratica sono presenti con grande attenzione per i desideri e le percezioni della qualità di vita della persona malata e dei suoi familiari. Interessante il confronto tra la realtà ospedaliera e quella dell’hospice sull’utilizzo dell’ossigenoterapia e nella gestione della dispnea.

 

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La valutazione della qualità del servizio di Casa Hospice Cima Verde

Nella pratica clinica quotidiana la valutazione della qualità del servizio prestato si è storicamente basata su vari parametri che nel tempo sono stati adottati. Ad esempio, in un ospedale per acuti gli elementi principali su cui basare il giudizio saranno il tasso di guarigione, i tempi di degenza, il numero di errori e quasi errori, gli aspetti di tipo alberghiero ecc…; in un ambiente di lungo degenza (ad esempio una RSA-APSP) avrà importanza il numero delle cadute accidentali, il tasso di infezioni legate all’assistenza (infezioni dei cateteri), il numero di pazienti con lesioni da pressione (“ulcere da decubito”). I parametri su cui misurare la qualità in questi ambienti sono variati nel corso degli ultimi cinquant’anni e sono principalmente basati su:

  • Valutazione degli elementi strutturali e organizzativi (funzionalità, sicurezza e comfort degli ambienti ove si svolge l’attività, dotazione di tecnologie sanitarie, dotazione di personale, competenze professionali, sistemi di controllo degli eventi avversi (incident reporting, sistemi di analisi degli errori);
  • Valutazione dei processi clinico-assistenziali: linee guida, protocolli e percorsi di diagnosi e cura;
  • Numerosità e qualità dei contenziosi tra l’organizzazione e gli utenti;
  • Segnalazioni da parte dei cittadini di disservizi, comportamenti non adeguati, errori …

Come si nota in tutti queste modalità di valutazione della qualità il ruolo dei pazienti e dei cittadini che hanno bisogno delle prestazioni del servizio è marginale e la qualità del servizio è valutata soprattutto con indicatori che sono sì molto forti ma che purtroppo non sempre sono idonei a dare un quadro realistico delle varie situazioni (guarigione verso peggioramento o morte, tempi di attesa, durata dei ricoveri, …).

Questo problema è ancora più evidente nello specifico ambito delle cure palliative dove il principale elemento di giudizio (la guarigione della malattia) è per definizione escluso trattandosi di persone che soffrono di patologie croniche non guaribili e che per di più sono giunte a un tale livello di progressione di malattia da rendere necessarie cure orientate all’alleviamento dei sintomi e non al prolungamento della sopravvivenza come primo obiettivo. Queste caratteristiche si accentuano ulteriormente se riferite alle attività di assistenza prestate nell’ambito degli hospice dove il paziente giunge nelle ultime settimane o giorni di vita. Infatti, se osserviamo la situazione italiana la media di degenza negli hospice varia tra i 15 e i 20 giorni (Cima Verde 17,8), con tassi di pazienti con degenza inferiore a una settimana che fluttuano tra il 30% e il 40% (Cima Verde 37,4%). Tuttavia, è proprio in questo momento delicato della vita delle persone che la qualità dei servizi a loro dedicati è maggiormente importante visto che si tratta di soggetti quasi sempre dipendenti anche nelle più semplici attività della vita quotidiana e spesso impreparati ad affrontare i disagi, anche psicoemotivi, di questo delicato periodo di vita. Inoltre, i pazienti sono spesso talmente prostrati dalla malattia da non essere più in grado di esprimere un qualsivoglia giudizio sui servizi prestati fosse anche una valutazione positiva, essi sono talmente dipendenti dall’assistenza da essere comunque fortemente condizionati nei giudizi. 

Proprio per tale motivo, risulta necessario dar voce a un loro eventuale feedback sia esso di soddisfazione o di disapprovazione. Nel corso degli ultimi decenni anche e soprattutto nel contesto delle cure palliative si è cercato di sviluppare criteri e strumenti di valutazione della qualità assistenziale percepita che si potessero applicare efficacemente alle varie situazioni in cui il paziente vive l’ultima fase della sua malattia (ospedale, cure domiciliari, hospice) e che fossero comprensibili e utilizzabili dai pazienti, dai loro parenti e caregiver e dagli operatori sanitari (fisioterapisti, infermieri, medici, OSS, psicologi, …). Questi strumenti di indagine hanno subito varie modifiche nel corso del tempo, sono stati sperimentati da vari gruppi di ricerca clinica e infine sono stati validati per varie realtà culturali e linguistiche.

Presso la struttura hospice “Cima Verde” si raccolgono le impressioni sulla qualità del servizio dai caregiver dei pazienti deceduti in struttura, questa valutazione viene richiesta a due mesi dall’evento luttuoso e consta nella compilazione di un questionario anonimo via web o cartaceo (a scelta del caregiver), i risultati del primo anno di valutazioni sono stati presentati in un convegno pubblico il 3 dicembre 2021. La valutazione del percorso di cura di questi pazienti viene fatta anche dagli operatori sanitari che, al decesso del paziente, compilano una scheda di “valutazione della qualità di morte”, in queste schede, compilate fin dall’apertura dell’hospice (2017), sono riportate spesso le parole dei pazienti stessi e le loro percezioni e sentimenti rispetto alla malattia e al servizio ottenuto, (si tratta comunque sempre di una valutazione filtrata dagli operatori) ed il vissuto del personale sanitario durante l’assistenza nel fine vita. La valutazione di un servizio alla persona non può ovviamente mancare del parere del soggetto cui l’assistenza viene prestata. Per questo motivo il comitato scientifico dell’hospice Cima Verde ha proposto un percorso di implementazione di strumenti atti a valutare la qualità del servizio che comprendesse tutti i momenti e i protagonisti delle attività svolte all’interno della struttura, la proposta è stata fatta propria dal consiglio di amministrazione e, al completamento della parte riguardante i caregiver si è passati alla scelta dello strumento idoneo alla valutazione da parte dei pazienti ospiti della struttura.

Come primo approccio al problema è stato introdotto un sistema di raccolta, sistematizzazione e catalogazione dei racconti dei pazienti a chi si prende cura di loro, senza distinzione fra le varie professionalità o categorie, questo tipo di valutazione basato sulla “medicina narrativa” è stato affidato alla psicologa che lavora in hospice e procede tuttora non senza difficoltà.

A questo metodo si è infine deciso, su convinto stimolo da parte degli stessi operatori, di affiancare uno strumento strutturato e validato in campo nazionale e internazionale. Lo strumento in questione è l’Integrated Palliative care Output Scale (IPOS). Questo metodo di valutazione coinvolge direttamente i pazienti durante il ricovero in hospice o l’assistenza a domicilio e valorizza l’apporto conoscitivo sia dei caregiver che degli operatori, è stato scelto dalla comunità scientifica italiana tanto che la Società Italiana di Cure Palliative (SICP) ne raccomanda l’adozione su tutto il territorio nazionale. Il gruppo italiano che ha tradotto e validato l’IPOS per l’Italia fa capo alla Fondazione “F.A.R.O” di Torino ed è presieduto dal dottor Simone Veronese che ha anche sviluppato un complesso progetto accreditato di formazione d’aula e sul campo, che coinvolge le diverse figure professionali dell’équipe. Fondazione Hospice Trentino ONLUS si è fatta promotrice della formazione in questo specifico settore e ha coinvolto gli hospice attualmente attivi in Regione (Hospice-APSS, Mori e Bolzano) con l’intento non secondario di creare e di rendere sempre più forte e operativa la collaborazione fra i vari nodi della rete delle cure palliative a livello locale. Grazie all’attività della nostra Coordinatrice delle professioni sanitarie Gessica Mazzucco, alla collaborazione delle sue colleghe dei vari hospice coinvolti e alla disponibilità del dottor Veronese si è quindi dato inizio al progetto formativo che ha visto la conclusione della prima parte il 15 giugno, nei prossimi mesi presso le strutture interessate si svolgerà il lavoro sul campo e fra 4 6 mesi ci si ritroverà insieme per valutare gli esiti e le difficoltà di questo lavoro. Solo dopo questa fase di formazione verrà presa la decisione sulla adottabilità e funzionalità dello strumento per i vari e diversi contesti di cura. In attesa dell’esito del percorso di formazione del personale la posizione espressa dal comitato scientifico è di suggerire l’utilizzo combinato dei due metodi di rilevazione (medicina narrativa e IPOS) che utilizzati in parallelo dovrebbero permetterci di esplorare un orizzonte più ampio e completo della percezione della qualità dell’assistenza ricevuta.

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Premio Ada Magda Vergine. Premiata la tesi “Cure palliative: una complessità di cura sottovalutata. Caratteristiche cliniche e funzionali delle persone ricoverate in hospice” della dottoressa Lidia Perini

Si pubblica di seguito l’abstract della tesi “Cure palliative: una complessità di cura sottovalutata. Caratteristiche cliniche e funzionali delle persone ricoverate in hospice” della dottoressa Lidia Perini”

Le cure palliative prevedono una presa in carico multidisciplinare della persona malata e della sua famiglia, indirizzata a pazienti con e senza neoplasia. Il setting dell’hospice è poco esplorato ed oggetto di preconcetti. Gli obiettivi di questo lavoro sono stati far emergere la complessità di cura di cui hanno bisogno i pazienti da cure palliative ed oggettivizzare l’attività svolta in pratica clinica all’interno dell’Hospice Cascina Brandezzata di Milano, dove sono state analizzate le cartelle cliniche di 114 pazienti (61♂;53♀) dimessi o deceduti dal 1/01 al 31/05/2021.
Dai risultati è emersa un’età media di 77 anni ± 14 (minima di 31; massima di 105). Il 22,8% dei pazienti proveniva dal Pronto Soccorso. L’11,6% dei pazienti è giunto in hospice in coma e il 17,9% in stato soporoso, impedendone un’adeguata presa in carico. Quasi il 30% dei pazienti non presentava nessuna consapevolezza circa la propria condizione; il 43% era consapevole solo di diagnosi, ma non di prognosi e terminalità. La durata della degenza non è risultata correlata all’età al modello di Spearman (r=0,014; p=0,879). All’ingresso in hospice in media è stato tolto ai pazienti un farmaco (–0,92 ± 3,04), con sospensione della terapia antibiotica nel 32,3% dei casi in cui era stata prescritta. Solo il 4,4% dei pazienti è stato sedato. Il 67,7% dei ricoveri si è realizzato per necessità; l’esigibilità del consenso si è dimostrata associata con l’età (OR=0,962; p=0,010), con la presenza di neoplasia (OR=16,072; p=0,011) e con lo stato funzionale del paziente (OR=1,123; p=0,001). I pazienti oncologici erano più giovani (età media 73 vs 85; p<0,001), meno compromessi (KPS 25 vs 17; p<0,001) e con degenze mediamente più lunghe (14,6 gg vs 10,4 gg; p=0,260). Ciò e quanto emerso circa il consenso suggeriscono una presa in carico più precoce rispetto ai pazienti non oncologici (30,4% del totale). Il sintomo “dolore” non differisce significativamente all’ingresso in hospice, ma i pazienti non oncologici nel setting precedente venivano trattati con oppioidi forti in percentuali inferiori in modo statisticamente significativo (23,5% vs 46,8%; p=0,021); tale differenza scompare all’arrivo in hospice (38,2% vs 46,2%; p=0,437).
In conclusione, la popolazione afferente al servizio di cure palliative dell’hospice è eterogenea per età, durata della degenza e condizioni cliniche. È auspicabile che il servizio di cure palliative sia attivato più precocemente nella storia di malattia dei pazienti, così da permettere loro maggior consapevolezza e l’esigibilità del consenso al ricovero. I pazienti da cure palliative presentano bisogni di cura specifici, tali da rendere sproporzionate terapie invece indicate in altri contesti. Per i pazienti non oncologici è emerso un sotto-trattamento del dolore ed un arrivo più tardivo in hospice, che, a causa del ritardo, impedisce anche in questo setting un’appropriata presa in carico. Saranno necessari ulteriori studi su più larga scala per confermare tali risultati.

Trovate la presentazione della tesi esposta al seguente link pdf presentazione tesi dottoressa Perini

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PREMIO FONDAZIONE HOSPICE TRENTINO ONLUS

La Fondazione Hospice Trentino Onlus bandisce un premio per tesi di laurea in infermieristica triennale di  € 1000 conseguita Università degli Studi di Verona – poli di Trento e Bolzano, su argomenti che interessano l’assistenza in cure palliative.

Obiettivo di Fondazione è stimolare la ricerca e promuovere la cultura delle cure palliative rivolte al vasto numero di persone che possono beneficiarne, al loro domicilio o in strutture residenziali, secondo quanto stabilito dalla legge 38/10 che include molti ambiti della cronicità. L’obiettivo del premio è stimolare la ricerca, promuovere la cultura, la riflessione e gli studi sulle problematiche relative alle cure palliative per le persone malate che ne hanno diritto ai sensi della legge 38/2010. L’argomento della tesi deve essere attinente alle terapie del dolore e alla presa in carico attiva e totale dei problemi fisici, psicologici, relazionali, sociali e spirituali della persona malata e il sostegno al suo nucleo familiare.

 Il bando è aperto ai laureati dell’Università di Verona Poli di Trento e Bolzano, le domande dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2023 all’indirizzo fondazionehospicetn@pcert.it.

Bando Premio Fondazione Hospice Trentino Onlus 

Domanda di partecipazione al Bando   

 

Per informazioni:

Fondazione Hospice Trentino Onlus: info@fondazionehospicetn.it

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PREMIO ADA MAGDA VERGINE- 2^Edizione

La Fondazione Hospice Trentino onlus, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trento, della Società Italiana Cure Palliative,  e dell’Ordine degli Infermieri di Trento bandisce la seconda edizione del premio annuale di laurea Ada Magda Vergine di € 1.000 reso possibile dal contributo della famiglia Vergine per onorare la memoria della dott.ssa Ada Magda Vergine già apprezzato medico di famiglia a Trento. L’obiettivo del premio è stimolare la ricerca, promuovere la cultura, la riflessione e gli studi sulle problematiche relative alle cure palliative per le persone malate che ne hanno diritto ai sensi della legge 38/2010. L’argomento della tesi deve essere attinente alle terapie del dolore e alla presa in carico attiva e totale dei problemi fisici, psicologici, relazionali, sociali e spirituali della persona malata e il sostegno al suo nucleo familiare.

Il bando è aperto ai laureati di tutti gli Atenei d’Italia, le domande dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2023 all’indirizzo fondazionehospicetn@pcert.it.

Di seguito i documenti scaricabili:

Bando Premio Ada Magda Vergine 2^Edizione 

Domanda di partecipazione al Bando 

 

Per informazioni:

Fondazione Hospice Trentino Onlus: info@fondazionehospicetn.it